Dopo l'accoglienza. Nuove reti sociali, soluzioni abitative e lavoro tra i migranti in Sicilia e Calabria

Ricercatore

Giuliana Sanò

Macro ambito di ricerca

Studi antropologici

Progetto di

Francesco Zanotelli, Università degli Studi di Messina

L’obiettivo teorico-etnografico è documentare alcuni processi di rappresentazione del valore economico dell’essere umano. 
Il progetto indagherà etnograficamente le criticità e gli aspetti virtuosi di convivenza tra persone di diversa provenienza geografica e ruolo (inoccupati, lavoratori, datori di lavoro), in particolare durante tre fasi potenzialmente rivelatrici: la ricerca, l’inserimento e la stabilità occupazionale e abitativa (sia formale che informale), di chi fuoriesce dal sistema di accoglienza istituzionale. 
Geograficamente la ricerca verrà condotta nell’area dello Stretto e avrà, tra gli altri, l’obiettivo di indagare la mobilità dei richiedenti e titolari di protezione tra una sponda e l’altra della striscia di mare che divide la Sicilia dalla Calabria. La prossimità geografica tra le due città oggetto dell’analisi antropologica - Messina e Villa S. Giovanni-  non è però l’unico elemento in comune; esse presentano, infatti, caratteristiche economiche e sociali che le rendono, per certi versi, molto simili: la presenza di numerosi centri di accoglienza per richiedenti asilo e titolari di protezione e l’assenza di stabilimenti industriali e di distretti agricoli. 
Le esperienze di mobilità e inserimento socio-lavorativo delle persone fuoriuscite dall’accoglienza, in queste due città, hanno dunque a che vedere con specifiche caratteristiche territoriali e, soprattutto, con l’esistenza di un indotto economico e abitativo informale che si regge sugli scambi tra chi sta fuori e chi sta dentro l’accoglienza.  Tali caratteristiche verranno etnograficamente indagate facendo leva sulla presenza delle reti sociali locali e focalizzandosi sul ruolo che queste rivestono nella valorizzazione dei progetti migratori delle persone nella fase del post-accoglienza. 
In particolare, la ricerca si soffermerà ad analizzare il funzionamento delle reti sociali concentrandosi su una chiesa pentecostale e un centro sociale, rispettivamente a Messina e a Villa S. Giovanni. In questi due contesti sarà possibile indagare le buone pratiche esercitate dai soggetti e dagli enti che lavorano nell’accoglienza; le forme di auto-valorizzazione messe in atto dalla forza lavoro migrante che non ha accesso al mercato del lavoro formale; le strategie di inserimento abitativo a cui fanno ricorso le persone migranti, e sarà possibile consegnare alla ricerca e al ricercatore un punto di osservazione privilegiato rispetto all’esistenza di dinamiche relazionali informali, di processi di mutuo soccorso tra migranti e di forme di convivenza tra locali e migranti. 
Infine, l’individuazione, l'approfondimento e la descrizione di alcune storie emblematiche di inserimento lavorativo dipendente e di auto-imprenditorialità permetteranno di tracciare gli elementi che classificano agli occhi della società ricevente (operatori dell'accoglienza, datori di lavoro, clienti, affittuari di casa) il valore economico dei migranti, così come i meccanismi di auto-valorizzazione e le conseguenti prassi che loro stessi mettono in campo.
 

Outcomes

I destinatari della dimensione pratica del progetto sono sia i richiedenti e i titolari di protezione fuoriusciti dal progetto di accoglienza, sia gli operatori dei progetti SPRAR e delle agenzie di mediazione che si occupano della ricerca attiva del lavoro; ma anche i privati cittadini, le associazioni e gli enti coinvolti a vari livelli (lavorativo, abitativo, sociale e di welfare) nel rapporto con le presenze internazionali.

Dalle azioni della ricerca deriveranno:
  • articoli scientifici in riviste nazionali e internazionali (almeno 2)
  • interventi nel dibattito pubblico (blog, periodici, radio) attraverso l’esposizione dei risultati con un linguaggio semplificato
  • partecipazione a convegni nazionali e internazionali con relazioni e organizzazione di panels

Il proceso di ricerca, oltre che produrre analisi e pubblicazioni scientifiche, conduce alla raccolta di numerose informazioni che solitamente non vengono messe a sistema: intendiamo valorizzarle attraverso: una piattaforma virtuale dove confluiscono alcuni estratti delle interviste e osservazioni etnografiche, fruibili dagli ospiti dei centri di accoglienza e operatori, dagli imprenditori e proprietari di casa; la mappatura georeferenziata dei servizi istituzionali territoriali e delle procedure inerenti la ricerca del lavoro anche a supporto delle agenzie di mediazione che si occupano delle politiche di ricerca attiva; l’implementazione di una rete di supporto e di affiancamento per gli operatori che lavorano nell’accoglienza.

Timeline

Fase 1 (ottobre – dicembre 2018):
  • disamina della letteratura nazionale e internazionale di carattere socio-antropologico sulle dinamiche e i fattori che facilitano o limitano l’inserimento lavorativo nei percorsi migratori in Italia;
  • individuazione dei contesti e definizione dei contatti per la ricerca sul campo;
  • produzione di un report contenente le proposte metodologiche, elaborate sulla base della letteratura esaminata.

Fase 2 (gennaio – settembre 2019):
  • etnografica prolungata, con l’impiego di metodi e strumenti qualitativi quali l’osservazione partecipante, la raccolta di storie di vita e di interviste, lo shadowing, e la multi-sited ethnography (possibilità di posizionarsi in contesti geografici diversi).
  • partecipazione a convegni nazionali e internazionali con esposizione e confronto dei risultati preliminari

Fase 3 (ottobre 2019 – marzo 2020):
  • scrittura del report conclusivo finalizzato a produrre pubblicazioni di carattere scientifico e indicazioni di carattere operativo
  • immissione dei dati nel database cartografico e nella pagina facebook
Francesco Zanotelli (Supervisor) (Ph.D. Università di Torino) insegna Antropologia Sociale e della Famiglia e Metodologie della ricerca etnografica, è RTD di tipo “B” presso l’Università di Messina, abilitato alla qualifica di Professore Associato. La sua attività scientifica si sviluppa intorno alle economie morali del debito e della natura, all'identità imprenditoriale, alle dimensioni culturali del welfare neo-liberale nelle trasformazioni demografiche contemporanee. Sviluppa la sua etnografia in Messico e in Italia.

Giuliana Sanò (Research Fellow) ha conseguito nel 2015 il dottorato di ricerca in Antropologia culturale presso l’Università degli studi di Messina. Dal 2015 al 2017 ha lavorato come assistente alla ricerca per la Durham University (UK). Nel 2018 ha collaborato con la Fondazione Demarchi di Trento nel ruolo di ricercatrice e ha ottenuto una borsa di studio dall’Università Ca’Foscari di Venezia. I suoi interessi di ricerca riguardano le migrazioni, la mobilità, il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e titolari di protezione, il lavoro migrante, l’economia informale, gli spazi urbani e le trasformazioni sociali.

L’unità socio-antropologica dell’Università di Messina fa capo al Dipartimento COSPECS e si compone, oltre che del coordinatore del progetto, di antropologi (Berardino Palumbo) e di sociologi (Pietro Saitta e Tiziana Tarsia) con una esperienza di lavoro consolidata nei seguenti ambiti: a) la fenomenologia delle pratiche rituali in Sicilia sud-orientale e la trama che le lega alla distribuzione e riproduzione delle gerarchie di potere locali e globali; b) il lavoro in fabbrica e nella pesca, nelle economie informali e illegali nel Sud (Mazara del Vallo) e nei distretti industriali del Centro-Italia, attraversando "comunità" maghrebine e rom; c) le pratiche sociali e le conflittualità che si presentano nell’esperienza degli operatori della seconda accoglienza in Sicilia e Calabria (Tiziana Tarsia).

L’équipe ha partecipato (2015-2017) al progetto internazionale “Transitory Lives. Migration Crisis", finanziato dall’ESRC britannico, indagando le politiche per richiedenti asilo e le pratiche di accoglienza in Italia (focus Sicilia). Insieme alle ASP siciliane, l’équipe ha partecipato alla ideazione del progetto “Silver” (Soluzioni Innovative per la Vulnerabilità e il Reinserimento sociale dei migranti) - fondo FAMI 2014-2020. Il gruppo è attualmente impegnato nel coordinamento del PRIN “Eco-frizioni dell’antropocene” (2017-2020), finanziato dal MIUR.
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