“Fregati dall’accento!”. La discriminazione linguistica nei contesti scolastici

Ricercatore

Rosalba Nodari

Macro ambito di ricerca

Studi linguistici

Progetto di

Silvia Calamai, Università degli Studi di Siena

La discriminazione di tipo linguistico, indagata nei contesti soprattutto anglofoni e poco praticata in Italia, è piuttosto subdola e misconosciuta. Eppure, il razzismo, il pregiudizio e lo stigma viaggiano anche attraverso le onde sonore: giudichiamo attraverso la voce, e sulla voce costruiamo immagini e stereotipi mentali. I suoni che emettiamo sono la nostra carta da visita: parlando ci presentiamo, diciamo chi siamo. Il progetto si propone di capire come i differenti accenti nella voce vengono processati cognitivamente, quale conoscenza implicita viene sviluppata rispetto alle differenze fonetiche legate all’etnia dei parlanti, come sono utilizzate queste informazioni nella creazione delle categorie di “straniero”, “diverso”, come nascono gli stereotipi espliciti e impliciti rispetto alle categorie di ‘cinese’, ‘arabo’, ‘italiano (generico)’, ‘fiorentino’, …, come viene gestita (e percepita) la comunicazione in contesti plurilingui. Gli accenti non-nativi della lingua del paese ospitante possono essere fortemente stigmatizzati e lo stigma ha pesanti ricadute in ambito educativo e anche sociale (l’effetto della voce in un colloquio telefonico, in una interrogazione, nella ricerca di un lavoro o di una casa in affitto).

Il campione sperimentale è rappresentato dalle scuole secondarie di primo e secondo grado dell’area fiorentina-pratese ove forte è la presenza di studenti di origine straniera (soprattutto cinese, ma anche araba e rumena). Studenti e docenti vengono coinvolti in indagini con metodiche anche molto differenti (questionario esplicito, autobiografie linguistiche, interviste, tasks percettivi per il rilevamento degli atteggiamenti impliciti).

Outcomes

Il progetto ha ricadute sul piano della linguistica generale (comprensione dei meccanismi che sottostanno alle ideologie linguistiche e agli atteggiamenti linguistici attivi nei contesti scolastici), della glottodidattica (attivazione di percorsi di disvelamento del razzismo linguistico implicito) e della terza missione (creazione di attività, anche ludiche, rivolte alla cittadinanza, sul razzismo sonoro; Incontri “Anti-stereotipi”), delle infrastrutture (il materiale raccolto sarà reso disponibile in un LIN.LAB virtuale – in rete – e in uno reale, all’interno del Dipartimento).

Timeline

Fase 1 (ottobre 2018 – gennaio 2019): ideazione del protocollo sperimentale, contatti con i docenti delle scuole coinvolte nell’indagine; preparazione dei questionari, delle batterie degli stimoli. Test pilota.

Fase 2 (dicembre 2018 – marzo 2019): 
  • prima fase di inchiesta sul campo (almeno 4 classi III di scuola secondaria di primo grado; almeno 8 classi di scuola secondaria di secondo grado (I e V);
  • metodica sperimentale: questionario esplicito (su opinioni linguistiche); verbal-guise e IAT (su atteggiamenti espliciti e impliciti); interviste qualitative e focus group (almeno 10) con i docenti delle scuole coinvolte.

Fase 3 (marzo – agosto 2019):
analisi dei risultati e stesura dei primi saggi di ricerca.

Fase 4 (agosto – ottobre 2019): seconda fase di inchiesta sul campo (per verifiche supplementari, controlli).

Fase 5 (settembre 2019 – febbraio 2020): analisi dei risultati e stesura di saggi di ricerca.

Fase 6 (gennaio – marzo 2020): costruzione del LAB.LIN (preparazione della piattaforma, raccolta degli artefatti materiali).

Fase 7 (settembre – novembre 2019, febbraio – marzo 2020): disseminazione dei risultati (nelle scuole e in altri contesti pubblici di terza missione).

Fase 8 (ottobre 2018 – marzo 2020): riunioni di progetto, monitoraggio, autovalutazione.
Silvia Calamai (Supervisor) è professore associato presso l’Università di Siena (sede di Arezzo), dove insegna Linguistica Generale e Sociolinguistica. Dal 2017 è docente di Linguistica Generale e Glottodidattica al Master di I livello in “Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali”. All’interno dell’Infrastruttura europea CLARIN è membro del Legal Issues Committee e del gruppo di ricerca Oral History & Technology. È coordinatore scientifico dell’Archivio dell’ex Ospedale Psichiatrico di Arezzo. Si occupa di sociofonetica e di archivi orali. Progetti coordinati: “Grammo.foni Le soffitte della voce (Gra.fo)” (PAR FAS 2007-2013 Regione Toscana – UNISI & SNS); “Voci da ascoltare” (UNISI & Unicoop Firenze 2015-16); “Chinese Culture and Languages in Italy” (2017-18; UNISI & Wenzhou University).

L’assegnista di ricerca viene inserito nel gruppo di ricerca attivo nel DSFUCI, rappresentato da studiosi di sociolinguistica (Silvia Calamai, responsabile) e analisi della conversazione e della mediazione in contesti asimmetrici (Laurie J. Anderson e Letizia Cirillo). È prevista la collaborazione con due dottorandi di ricerca in Linguistica (F. Ardolino e D. Piccardi) dell’Università degli Studi di Pisa (Dottorato internazionale di Filologia, Letteratura e Linguistica di cui Silvia Calamai è membro) e con le università cinesi di Wenzhou e Zhejiang Normal University, nell’ambito dei rapporti bilaterali attivati dall’Ateneo di Siena. Referente dell’assegnista per i rapporti con le comunità cinesi in Italia è Maria Omodeo, docente di Lingua e cultura cinese presso il DSFUCI, al COSPE e all’Associazione di Interscambio culturale Italia Cina (AICIC).
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