Politiche di genere e pratiche dell'accoglienza: etnografia della presa in carico di rifugiati trans a Bologna

Ricercatore

Maria Carolina Vesce

Macro ambito di ricerca

Studi antropologici

Progetto di

Simonetta Grilli, Università degli Studi di Siena

La ricerca intende indagare l'impatto che le categorie di genere e di orientamento sessuale maturate in contesto occidentale hanno nelle politiche di accoglienza, a partire dall' esperienza di migranti provenienti da ambienti storicoculturali diversi, accomunati dalla condizione trans. L'antropologia ha da tempo evidenziato non solo la variabilità dei significati e delle pratiche culturalmente classificate come maschili o femminili, ma anche la difficoltà di accostare l'esperienza di molti soggetti riconducibili a generi "non eteronormativi" alle soggettività che in occidente sono classificate come omosessuali, trans e queer. Tale processo di categorizzazione acquista nuova evidenza nel contesto del flusso migratorio, che si esprime nelle pratiche della richiesta di asilo, entro il quale sono emerse le specificità delle richieste motivate da persecuzione per orientamento sessuale e per identità di genere (SOGI). La difficoltà di riconoscere le congruità tra la condizione trans e le pratiche di denominazione, le opportunità di accesso ai luoghi di cura per dare continuità ai processi di transito, alle sedi della socialità associativa, nel contesto dell'accoglienza si sommano alla potenziale esposizione a discriminazioni o a letture riduttive o denigratorie della condizione trans, cui vanno incontro i richiedenti asilo su tale base. La ricerca intende mettere a fuoco il ruolo svolto da alcune realtà associative (associazioni e gruppi LGBTIQ) nella presa in carico, sovente in dialogo con il sistema di accoglienza, della casistica di richiedenti e/o titolari di protezione internazionale che abbiano intrapreso o abbiano intenzione di intraprendere il percorso di transizione di genere. Tale esperienza è particolarmente consolidata nella rete che si è venuta strutturando nel contesto bolognese, centrata sulla presenza pluridecennale del MIT (Movimento identità trans), tanto da farne un punto di osservazione privilegiato per ricollocare la tematica dell'accoglienza dei soggetti di condizione trans nella più ampia riconsiderazione delle politiche di genere.

Outcomes

Sul piano propriamente scientifico il contributo del progetto consiste nell'ampliamento della conoscenza dei profili sociali di coloro che hanno intrapreso o hanno intenzione di intraprendere il percorso di transizione da un genere all'altro; nella riconsiderazione dell'applicabilità delle categorie di sesso, genere e orientamento sessuale a soggetti provenienti da culture diverse dalla nostra; nella produzione di contributi scientifici destinati a riviste specialistiche di rilevanza nazionale e internazionale. Le più importanti ricadute sul piano pubblico, prevedibilmente, riguarderanno la maggiore disponibilità della comunità di riferimento alla convivenza con i soggetti destinatari delle azioni; l'accrescimento della capacità dei servizi pubblici di rispondere in modo adeguato alle richieste di soggetti vulnerabili e potenziali vittime di discriminazioni multiple attraverso la formazione specialistica delle/dei professioniste/i, degli operatori, delle operatrici, dei singoli e delle famiglie coinvolte; la produzione di contributi di carattere divulgativo che favoriscano il coinvolgimento della cittadinanza nel miglioramento delle azioni di accoglienza, protezione e inclusione delle persone trans richiedenti e titolari di protezione internazionale.

Timeline

Fase 1: esplorazione della letteratura scientifica internazionale e delle normative vigenti, sui temi della condizione trans in relazione all'esperienza della migrazione, della migrazione forzata e in particolare alle politiche di accoglienza delle richieste d'asilo e/o di tutela internazionale

Fase 2 (6 mesi): primo periodo di ricerca sul campo a Bologna in coincidenza con le fasi finali del progetto Rise the difference (RD), finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le pari opportunità, attraverso l'UNAR, che ha predisposto una serie di azioni specialistiche di sostegno, consulenza e accompagnamento di persone LGBTIQ richiedenti e titolari di protezione internazionale. La ricerca sul campo si avvarrà dell'intera gamma di indagine etnografica: mappatura dei servizi e delle realtà informali esistenti sul territorio bolognese, osservazione e partecipazione alle diverse fasi di presa in carico del soggetto, interviste in profondità con richiedenti e titolari di protezione internazionale, professionisti, operatori dei servizi, attiviste/i.

Fase 3 (ulteriori 6 mesi): secondo periodo di ricerca sul campo al fine di osservare le ricadute sociali sul piano locale del progetto di accoglienza oggetto di indagine etnografica (strutturazione di nuovi percorsi di convivenza, individuazione di prassi replicabili e generalizzabili sul territorio nazionale).
Simonetta Grilli (Supervisor) dal 2005 è Professore Associato all’Università di Siena presso il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive (DISPOC), dove insegna Etnologia, Antropologia della Parentela e Antropologia Sociale. È membro di società scientifiche (Sides, Direttivo SIAC) e componente del Comitato scientifico di riviste (Antropologia, Popolazione e storia) e di collane editoriali (Unicopli). E' autrice di monografie e curatrice di volumi sui temi della famiglia, della parentela della migrazione in una prospettiva di genere e dal punto di vista dell'antropologia del corpo. Alcuni saggi recenti affrontano l'analisi delle nuove forme di famiglia e in particolare il tema dell'omogenitorialità.

Maria Carolina Vesce (Research Fellow) è Dottore di ricerca in Antropologia e studi storico-linguistici. Ha condotto ricerche sul campo a Napoli e in Samoa, concentrando i propri interessi intorno ai processi di patrimonializzazione e culturalizzazione di femminielli e fa'afafine e sulla relazione tra le rappresentazioni emiche di questi soggetti e l'immaginario LGBTQ caratteristico dei contesti euro-americani. È autrice di saggi comparsi in libri e riviste e del volume Altri Transiti. Corpi, pratiche, rappresentazioni di femminielli e transessuali (Mimesis 2017).

L'assegnista di ricerca è inserito nel gruppo di lavoro del progetto Rise the difference, costituito da vari specialisti e operatori del sociale. L’assegnista di ricerca si inserisce inoltre nelle attività del Gruppo di consulenza per l'accoglienza dei richiedenti asilo ed espatriati "Unisi Cares", sostenuto dall'Università di Siena come contributo istituzionale allo sforzo di accoglienza portato avanti nel territorio della provincia di Siena.

Il progetto si avvale della collaborazione con il Mit - Movimento di identità trans e la Cooperativa Sociale Cidas (già Camelot) di Bologna. Il primo, fondato nel 1982, ha avviato da tempo un'attività di consultorio al cui interno operano tre psicologhe, un'endocrinologa e un'operatrice alla pari; dal 2014, dispone di uno sportello di consulenza e assistenza psicologica e legale rivolto a migranti, richiedenti asilo e rifugiati trans. La coop. Soc. Camelot è impegnata in attività di consulenza, accoglienza e inclusione di cittadini stranieri, ente gestore di progetti SPRAR e di progetti destinati a rifugiati in condizione di vulnerabilità. 
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