Pratiche di prossimità e spazi di intercultura. Inclusione sociale, costruzione di cittadinanza attiva e contrasto alla discriminazione.

Ricercatore

Mattia Messena

Macro ambito di ricerca

Studi psicologici

Progetto di

Tiziana Mancini, Università degli Studi di Parma

A partire dagli studi di Allport (1954), la psicologia sociale ha ormai da tempo ribadito l’importanza che i contatti con persone portatrici di culture diverse dalla propria possono avere sulla riduzione del pregiudizio etnico, della discriminazione sociale e più in generale sul miglioramento delle relazioni interculturali. Tutti aspetti che costituiscono condizioni di base non soltanto per i percorsi di inclusione sociale dei migranti, ma anche per la costruzione di forme di cittadinanza attiva. Questo progetto di ricerca, configurandosi come un percorso di ricerca-azione-valutazione si colloca quindi all’interno delle teorie psicosociali sui rapporti inter-gruppi e sui processi di acculturazione. Esso si propone di mappare e analizzare alcune esperienze di “prossimità” (convivenza) tra italiani e richiedenti asilo/titolari di protezione internazionale/umanitaria implementate negli ultimi anni nella Regione Emilia-Romagna da enti e associazioni sul territorio nell’ambito dello SPRAR o all’interno di altri percorsi di accoglienza (CAS, seconda accoglienza). Studi internazionali e nazionali hanno ampiamente dimostrato come solo “a certe condizioni” la “prossimità” con persone di culture diverse possa favorire relazioni interculturali positive, estendendo in alcuni casi gli effetti positivi del contatto anche alle persone non direttamente implicate. In linea con alcuni punti programmatici del Piano nazionale d’integrazione dei titolari di protezione internazionale, messo a punto dal Ministero degli Interni nel settembre del 2017, il progetto si propone pertanto di individuare quali peculiari combinazioni di fattori (ad es. contesto di prossimità, modalità del contatto e reti attivate, processi psicologi implicati) possano favorire o al contrario ostacolare gli esiti positivi di tali esperienze di “prossimità” in termini di pratiche che a) favoriscono l’inclusione sociale, b) stimolano i processi di partecipazione e cittadinanza attiva dei migranti e c) contrastano le discriminazioni su base etnica.

Outcomes

L'outcome finale sarà la realizzaione di linee guida per l’implementazione di progetti di integrazione di eccellenza.

Timeline

Fase 1: analisi e rassegna sistematica della letteratura sul tema.

Fase 2: mappatura delle esperienze di “prossimità” interculturale presenti in Emilia-Romagna attraverso la raccolta di materiali di archivio e interviste con i responsabili dei diversi progetti al fine di costruire un catalogo delle esperienze.

Fase 3: selezione, sulla base di criteri teorico-metodologici, delle esperienze che saranno oggetto dell’analisi degli esiti conseguiti in termini di integrazione; redazione di un piano di campionamento e selezione dei soggetti «attivi» di tali esperienze (operatori, cittadini e migranti coinvolti nelle pratiche di prossimità delle esperienze selezionate).

Fase 4: analisi di queste esperienze in termini di fattori e processi che possano avere favorito o ostacolato: a) l’inclusione sociale dei migranti, b) i processi di partecipazione e cittadinanza attiva, c) le discriminazioni. Tale analisi si baserà sui dati raccolti attraverso interviste strutturate e questionari somministrati a diverse categorie di soggetti “attivi” implicati. Sintesi dei dati raccolti in un report di ricerca.

Fase 5: realizzazione di focus group che utilizzeranno i dati raccolti come stimolo alla discussione e a cui parteciperanno, separatamente, cittadini italiani e migranti non implicati in esperienze di prossimità.

Fase 6: discussione dei dati raccolti con le associazioni e gli enti che hanno aderito al progetto; formulazione di linee guida per l’implementazione di progetti di integrazione di eccellenza.
Tiziana Mancini (supervisore) è docente di Psicologia Sociale nel Corso di Laurea magistrale in Psicologia dell’intervento clinico e sociale dell’Università di Parma.
Impegnata da anni in progetti di ricerca locale, nazionale ed internazionale sulle migrazioni, si è occupata: dell’individuazione dei fattori individuali e sociali che incidono sulla diffusione di pregiudizi e sulla discriminazione sociale; dello studio delle strategie di acculturazione dei migranti; dell’analisi dei processi psicosociali implicati nelle migrazioni forzate.
È membro ordinario della Sezione di Psicologia Sociale (A.I.P.) e dell'E.A.E.S.P. Dal 2016 è membro del "Gruppo di Lavoro di Ateneo per l'attuazione di iniziative a favore dell'integrazione dei rifugiati".

L’assegnista è incardinato all’interno del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali (DUSIC) dell’Università di Parma e nello specifico all’interno dell’Unità Psicologico-Sociale, caratterizzata dalla confluenza di molteplici prospettive disciplinari (psicologia, sociologia, antropologia, dottrine politiche, diritto) e da un interesse comune per l’ambito delle migrazioni. All’assegnista è garantito l’accesso a programmi finalizzati all’analisi dei dati e a laboratori dedicati alla ricerca psicosociale.
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