Bando 2018
Frequently Asked Questions (FAQ)
Dove posso trovare l’indicazione dei campi da compilare per presentare un progetto e il relativo numero di caratteri?
È possibile visualizzare queste informazioni accedendo all'area application sul sito: si tratta di una semplice pre-iscrizione che non comporta l’iscrizione ad alcuna newsletter e permette di prendere visione dei campi richiesti e salvare in bozza il progetto, anche inserendo solo in un secondo momento il nominativo del proponente (supervisore).

Ho effettuato l’accesso all’area application del sito, ma il sistema non permette di visualizzare quanto richiesto agli step 2, 3, 4. 
È probabile che si tratti di un problema dovuto al browser di navigazione e consigliamo quindi di effettuare un tentativo di accesso da un altro browser.
Lo step 4 è un riepilogo delle informazioni inserite e pertanto può essere visualizzato solo al termine della compilazione.

Gli assegnisti di ricerca, i dottori di ricerca e i professori a contratto non sono citati nell' art. 2 "Chi può partecipare". Possono presentare ugualmente un progetto?
 
No. Il bando 2018 della Fondazione Alsos si rivolge a docenti e ricercatori (anche a tempo determinato, sia di tipo A che di tipo B) che, se finanziati, dovranno garantire la supervisione degli assegnisti successivamente selezionati dalle strutture locali per lo svolgimento del progetto. Si intende quindi che i proponenti dovranno essere incardinati nelle strutture (dipartimenti o istituti di ricerca) almeno per la durata di tutto l'assegno (18 mesi) e garantire congiuntamente una sufficiente esperienza di ricerca da consentire loro di svolgere il ruolo di supervisori. Pertanto il progetto non può essere presentato da assegnisti di ricerca, dottorati o dottorandi. 

I candidati ricercatori devono necessariamente essere basati in un'istituzione italiana per poter partecipare al bando?
Il bando 2018 della Fondazione Alsos si rivolge alle università e agli istituti di ricerca italiani, pertanto il progetto dovrà essere presentato da un’istituzione italiana. Scelti i quindici progetti vincitori, saranno le strutture di appartenenza dei proponenti a selezionare tramite bando pubblico il ricercatore/la ricercatrice che condurrà la ricerca: a tale selezione potranno partecipare anche ricercatori non necessariamente affiliati all’università/istituto italiana/o che bandisce l’assegno di ricerca.

I candidati ricercatori devono necessariamente essere di nazionalità italiana per poter partecipare al bando?
Si veda la risposta precedente. Si ricorda altresì che l’intento del bando Migrazioni e migranti in Italia è quello di selezionare 15 progetti che possano formare una rete di ricerca di insieme coerente, articolata ed efficace: è pertanto fondamentale una conoscenza della lingua italiana sufficiente a frequentare con giovamento la Autumn School iniziale, organizzata per il 2018 in italiano e pensata come momento di formazione e networking per i 15 ricercatori selezionati.

È possibile scrivere il progetto di ricerca in inglese?
Sì.

Nel bando si parla di Assegnista di Ricerca o equivalente. È previsto che, in luogo di un assegno di ricerca, la struttura proponente possa farsi carico di una borsa di dottorato, impegnandosi a coprire con propri fondi (in termini di co-finanziamento) il periodo eccedente i 18 mesi?
No. I fondi messi a disposizione sono pensati per un assegno di ricerca di 18 mesi, in quanto l’intento del bando Migrazioni e migranti in Italia è quello di selezionare 15 progetti che possano formare una rete di ricerca di insieme coerente impegnata a studiare il medesimo tema con uno stesso orizzonte temporale. Con l’espressione assegno di ricerca o equivalente il bando si riferisce a “modalità di collaborazione analoghe all’assegno” poste in essere da enti di ricerca indipendenti dall’università (ad esempio enti non profit impegnati in attività di ricerca per finalità statutarie).

I 45 mila euro allocati devono essere esclusivamente impiegati per il Research Fellow?
I fondi sono messi a disposizione per la Fellowship (assegno di ricerca da 45 mila euro per 18 mesi). In alcuni casi i regolamenti di ateneo sugli assegni di ricerca prevedono tetti massimi inferiori ai 30 mila euro annui (e/o specifici obblighi in merito alla concomitante assegnazione di un fondo di ricerca): in questi casi, è ipotizzabile utilizzare una parte dell’importo come fondo di ricerca, ad esempio per spese di missione o per l’acquisto di eventuale materiale per il ricercatore. Naturalmente, tali fondi di ricerca dovranno essere strettamente legati al progetto di ricerca selezionato e all’assegnatario/a della Fellowship, opportunamente motivati nell’application e successivamente documentati nella rendicontazione del progetto. Il bando emanato dal dipartimento o dall’istituto di ricerca per selezionare il Research Fellow dovrà inoltre contenere una chiara enunciazione dei fondi destinati all’assegno di ricerca e di quelli destinati ai fondi di ricerca/missione. 

La Research Fellowship di 45 mila euro è da destinare interamente al Research Fellow o coprirà anche il lavoro del supervisor?
I fondi sono messi a disposizione per il Research Fellow e per le necessità legate alla sua ricerca (fondi di missione o simili). L’attività di supervisione stessa, che si intende affidata a docente, ricercatore o altro personale strutturato dell’università o dell’ente proponente, viene considerata come parte integrante delle mansioni del tutor-supervisore (al pari, ad esempio, di una supervisione di tesi o di dottorato): ad essa, a questo stadio del progetto, non sono destinati specifici fondi.

Le associazioni culturali senza scopo di lucro ma con finalità di ricerca nel proprio statuto possono proporre un progetto?
Oltre alle università e agli enti di ricerca italiani, possono partecipare al bando 2018 “tutti gli appartenenti ad altri soggetti con personalità giuridica, pubblici o privati, che per prioritarie finalità statutarie siano impegnati nello svolgimento, senza fini di lucro, di attività di ricerca scientifica”. Anche le associazioni, quindi, purché abbiano personalità giuridica e possano rispettare i requisiti previsti all’art. 5 del bando (con particolare attenzione all’obbligo per gli enti vincitori di emanare un bando pubblico che permetta di selezionare il ricercatore che porterà avanti il progetto di ricerca).

Cosa si intende per "emanare un bando pubblico" per l'assegnazione della Research Fellowship con riferimento agli enti di ricerca non universitari? 
L'istituto deve pubblicare un bando di ricerca che permetta di selezionare un assegnista che porti avanti il progetto di ricerca e a tale bando deve essere data adeguata pubblicità. 

Un docente prossimo alla pensione che non potrà svolgere per 18 mesi il ruolo di supervisor può partecipare al bando?
Per i requisiti necessari a ricoprire il ruolo di supervisor di assegnista di ricerca rimandiamo ai dipartimenti di appartenenza. Nei casi in cui tale incarico non risulti consentito dopo il pensionamento, è possibile prevedere l’avvicendamento nella supervisione dell’Alsos Fellow, da indicare già nella descrizione del gruppo di ricerca.
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